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La cascina, com’è.
Cinquantacinque fotografie fatte da noi, in cinque capitoli: la casa e il giardino; lo sfalcio di fine settembre; la sera della rotopressa; la luna sul campo; la rastrellona e il Landini Testacalda, il trattore di una volta. Nessuna immagine d’archivio. Tocca una foto per ingrandirla.
I · La cascina
La casa, il giardino, l’acqua.
La cascina vista dai campi
Il corpo centrale con il portico ad archi e il capannone fotovoltaico, oltre un campo coperto dai tunnel.
Il portico
Le persiane verdi e i pilastri in mattone a vista: l’ingresso e lo spazio di lavoro quotidiano.
Il viale dei platani
Il filare di platani potati lungo la siepe di carpino, verso i campi. È lo stesso filare che, dall’altra parte, fa da bordo al campo dell’erba medica.
Capannone e fotovoltaico
Il tetto in coppi del capannone ospita i trenta pannelli solari che coprono circa il 60% del fabbisogno energetico.
L’acqua nei campi
Il canale lungo il campo: l’acqua arriva dalla rete dei canali di bonifica tra l’Oglio e il Mincio.
La fontana e gli aironi
La vasca bordata in cotto con le sculture di aironi, tra i gelsi e la campagna aperta.
La fontana, dal tetto
La stessa vasca vista da sopra, la sera del 26 settembre: la forma a trifoglio, l’airone di guardia, l’azzurro che resiste al tramonto.
I gelsi
Tronchi nodosi e chiome potate: i gelsi del giardino, sul prato.
Il pergolato d’uva
L’uva ancora acerba sotto la pergola di legno, accanto a casa.
Il tramonto sui campi
Le sette e un minuto del 26 settembre: il sole dietro la terra arata, i gelsi in controluce.
Il pergolato e il vecchio aratro
Dal tetto: la pergola, il ghiaino, l’aratro azzurro che non lavora più e l’airone della fontana in un angolo.
La casa e il giardino
La casa affacciata sul prato, all’ombra degli alberi e delle siepi.
I gelsi, di sera
Gli stessi gelsi con il sole basso: le ombre si allungano sul prato fino alla terra arata.
L’ultimo sole sulla vasca
Il sole tra gli alberi del giardino, un minuto prima di andarsene.
II · 24 settembre
Lo sfalcio.
Il campo, dal tetto
Le quattro del pomeriggio. Le prime strisce sono a terra, il trattore è piccolo in fondo, il viale dei platani segna il bordo.
Le righe
Dov’era un manto solo ora sono righe, come una pagina scritta a mano.
Le strisce e il viale
Ogni passaggio stende una striscia; il rettangolo in piedi si stringe.
La falciatrice a dischi
Corre a lato del trattore e si lascia dietro l’erba distesa. Si falcia con il caldo, perché l’erba cominci subito ad asciugare.
Dal tetto del capannone
Il punto di vista di queste foto: i coppi, i pannelli, e il campo che si accorcia.
Lungo il filare
I platani in fila fanno da bordo al campo. Oltre, la pianura aperta.
Sotto i platani
Il bordo, dov’è più difficile passare: i tronchi da una parte, la strada bianca dall’altra.
La falciatrice da vicino
Taglia e nello stesso passaggio schiaccia gli steli, perché asciughino prima. L’erba esce dal retro già in fila.
L’ultima passata
Di fronte, sull’ultimo rettangolo d’erba in piedi. Poi la macchina si ripiega e si rientra lungo il viale.
III · 26 settembre, sera
La rotoballa.
Le andane nell’ultima luce
Due giorni di sole hanno fatto il loro lavoro: l’erba è fieno, raccolto in cordoni lunghi da un capo all’altro del campo.
La rotopressa entra nel campo
Le sette meno tre. Il trattore verde, la pressa agganciata dietro, la luce già bassa.
Le andane e i platani
Il filare a sinistra, il cielo azzurro, i cordoni di fieno che aspettano.
Lungo il filare d’oro
Il sole da ovest accende i platani foglia per foglia, mentre la pressa inghiotte l’andana.
A passo d’uomo
Di fronte, lungo l’andana: dentro la camera il fieno si arrotola, strato su strato.
La prima balla
La rete l’ha avvolta, il portellone l’ha lasciata andare: la prima rotoballa è sull’erba, e la macchina è già oltre.
Su e giù lungo il viale
Finché ci sono andane, la pressa risale e ridiscende il campo.
L’ultimo giro
Le andane ormai si indovinano più che vedersi. Il cielo è rosa sopra i platani.
Come pietre posate
Le sette e un quarto. Il trattore è sulla strada; nel campo restano le balle.
IV · 26 settembre, le sette e venti
La luna.
Il Ciao davanti al campo
Il vecchio motorino di famiglia davanti al campo che ingiallisce, con la luna bassa sopra i pali.
Appoggiato alla balla
La rotoballa è più alta di lui e ancora tiepida del sole. Dietro, i platani.
Il cielo che chiude
Le sette e ventotto, l’ultima foto: la balla, il motorino, il viola della sera.
V · 27 settembre, mezzogiorno
La rastrellona e il Testacalda.
Lungo il filare, a mezzogiorno
Il Landini e la rastrellona sotto i platani, dove la rotopressa non arriva.
Lo sbuffo
Parte sbuffando una nuvola bianca, e non ha fretta.
Intorno alla balla
Dove la rotopressa ha girato largo, la rastrellona passa stretta.
Il Landini e la rastrellona
Un Testacalda L25: grigio, ruote arancioni, venticinque cavalli. Dietro, due ruote di ferro e i denti curvi.
Di profilo
La fila di denti che pettina il campo e raccoglie tutto.
Sotto il cielo di settembre
Dal campo, con il cielo che a mezzogiorno è quasi bianco.
Un mucchio
Quando i denti sono pieni, una leva li alza e il fieno resta a terra: un punto alla fine della riga.
Davanti al capannone
I pannelli sul tetto, il trattore di una volta sotto.
Lo scarico
Sul bordo della strada, i mucchi uno dopo l’altro.
Il giro comincia dal viale
Finito il campo, il Landini risale il viale sotto i platani.
Il Tracker
La moto blu alla stessa balla del Ciao, con il sole in pieno invece della luna.
Il cancello
Fuori dal cancello, un altro sbuffo.
Alla fontana
Alla fontana, con gli aironi che guardano.
Sul prato
Tra le ombre dei gelsi, dal tetto.
Sotto il pergolato
Di misura, sotto la pergola dell’uva.
Il campo finito
Il campo finito davvero. Resta una balla da portare via.
Sulla strada
Il giro passa anche dalla strada, a passo di trattore.
Lungo il canale
Sul sentiero lungo il canale, all’una e undici.
Il cofano
Il cofano del Landini Testacalda L25, con i cavalli scritti a mano.
I due fari
L’una e tredici, l’ultima foto: il muso, i due fari tondi, il cielo.
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